10domande

12-Mar

10domande del sole 24 ore è un progetto molto interessante, permette di partecipare in modo veloce a un’intervista di dieci domande per i candidati premier. La potenzialità di uno strumento del genere è eccezionale, si attiva un modello di informazione partecipativa che si era perso da anni.

A distanza di 10 giorni dall’inizio di questa iniziativa, ho raccolto un po’ di commenti per capire come è stata presa in considerazione.

Socialware: “…dalle prime domande che vedo pubblicate, la conoscenza e l’utilizzo di questi siti è ancora una volta ristretta alla nicchia di bloggers ed “esperti” del settore…”

Sergio: “…Dal mio punto di vista, più che di un esame di maturità digitale per i politici, potrebbe rivelarsi un interessante termometro della maturità civica dei cittadini.”

Leggendo questi post, che rappresentano una nicchia della popolazione e dei potenziali utenti di 10domande, è evidente come il progetto, per ora, coinvolga una parte della rete. Su 24 video che attualmente sono online quasi tutti sono stati girati da persone che hanno una certa dimestichezza con il web. Questo potrebbe essere un campanello d’allarme sul reale analfabetismo “informatico” presente in Italia, sottolineato anche nella frase di Sergio riguardo la “maturità civica dei cittadini”.

Pandemia: “…nonostante sia posizionato all’interno del sito del Sole 24 Ore non goda di grande visibilità e di riflesso di grande partecipazione al momento…”

Mi viene il dubbio che il sito non goda di ottima visibilità, o che per ora, visto il format di due round scelto, la maggior parte delle persone nutra una certa diffidenza nello strumento o perché è ancora semplicemente troppo presto.

Ricordo che 10domande è stato organizzato in maniera che:
Nel Round I (dal 3 al 23 marzo) si propongono domande che vengono votate da tutti gli utenti del sito. I dieci quesiti più votati rappresenteranno la top ten delle domande.
Nel Round II (dal 24 marzo al 13 aprile) le domande verranno inoltrate ai candidati.

Forse, nel momento in cui il coinvolgimento dei candidati premier sarà attivo, ci sarà una maggior attenzione in rete e fuori da essa. In quel momento si avrà l’effettiva partecipazione dei destinatari delle domande e in quel momento le persone potranno capire l’effettivo “potenziale di fuoco” di 10domande.

Gaspar: “…spero abbia successo, spero abbia grande seguito, e spero venga preso sul serio dai candidati premier che verranno a rispondere. Ma soprattutto spero una cosa: che non finisca con le elezioni. Cosa vuoi che rispondano adesso?”

Nella frase di Gaspar, viene sottolineato l’aspettativa che hanno gli utenti nel momento in cui ci si “mette in gioco” pubblicando un video. Questa aspettativa è il fulcro dell’affidabilità che 10domande deve avere ed evidenziare, il fatto di portare direttamente al politico i quesiti e che questo li prenda in considerazione, rispondendo in maniera esaustiva.
L’utilità percepita dello strumento si ha quando il politico risponde alla domanda e quindi dopo il 24 marzo, il dover aspettare potrebbe penalizzare chi vorrebbe partecipare e cerca le motivazioni per farlo.

L’aspettativa evidenziata è anche riposta gran parte nei candidati, cosa che non riguarda il progetto, ma che di certo, se questo modello di collegare istituzioni e cittadini avrà successo, non potrà essere ignorato o mistificato come succede con la televisione.

Il fulcro dell’analisi sta proprio nel saper evidenziare la differenza che c’è nel fare politica in televisione e nel farla in rete. I cittadini sono da anni abituati ad avere un ruolo brutalmente passivo grazie al canale televisivo. La TV ha proposto format dove i politici venivano intervistati dai giornalisti di turno e tutto ciò è sempre stata la costante della politica negli ultimi 30 anni. In rete cambiano le regole, il modo di interagire ed è questa la grande potenzialità se entrambe le parti lo comprendono.

Faccio i miei complimenti a Nicola Mattina per il lavoro svolto e che sta svolgendo, spero vivamente che 10domande prenda piede e smuova la voglia di partecipare di molte persone.


Quando la politica non considera la rete

8-Mar

PDL

Premettendo che sicuramente qualcuno se ne sia già accorto…

Non concepisco come un partito politico, praticamente in un periodo di campagna elettorale, non faccia nulla per migliorare la propria indicizzazione su Google, soprattutto se i risultati portano ad altro.

Il sito ufficiale non risulta neanche nella prima pagina dei risultati.