Google replication strategy
Mi sono venute in mente alcune considerazioni leggendo il post di Luca Mascaro e di Napolux sul fatto che Google abbia “personalizzato” la propria homepage in China. Questa novità è data dalla voglia di innovare di Google? nel inserire delle novità in un paese che è diventato molto importante per lo sviluppo della rete? o si tratta di adeguamento alle esigenze culturali?
Ripensando a un paper letto in università Replication as strategy sul quale si rifletteva come le più grandi multinazionali optano per un modello di replicazione del proprio business in differenti paesi, ma la stessa replicazione non è focalizzata sul prodotto, ma sui servizi, su quello che viene definito “template”.
Su questo esempio si possono sprecare mille esempi, come Mc Donald, con i suoi fastfood identici ma diversi nei menu per assecondare le esigenze culturali dei paesi in cui è presente. Molte case di moda producono vestiti nei colori più sgargianti per vendere in paesi dove le tonalità scure non vengono utilizzate come noi in Europa nonostante poi gli showroom siano uguali.
In un primo momento si potrebbe pensare che internet sia al di sopra di queste problematiche, talmente globale che siano gli utenti a doversi adattare a quello che la rete propone. Forse tutto ciò poteva accadere 10 anni fa, ora anche la rete si deve “adattare” alle differenti culture dei propri utenti, magari proponendo gli stessi servizi e sotto uno stesso template, ma differenziando nel prodotto, avvicinandosi cosi alle esigenze dei propri differenti utenti.
Il focus è diventato il motore, le informazioni mentre il contenitore, il layout, la grafica è diventata una variabile che a seconda dei paesi, delle culture o dei device in cui viene visualizzata si deve adattare.

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